L’autoconsumo nel network marketing è illegale?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prime padroneggiare bene due concetti.

Primo, la differenza tra provvigioni dirette e indirette.

Il networker di base gode di due fonti di reddito.

  • Una, che chiameremo “provvigioni dirette“, deriva dalle provvigioni dirette, ovvero la percentuale sul fatturato che deriva dalla vendita dei prodotti direttamente ad un cliente finale.
  • L’altra, che chiameremo “provvigioni indirette” o di struttura, deriva dalle provvigioni che ti spettano sul fatturato dei networker che avrai sponsorizzato sotto di te. Di questa fanno parte anche i bonus che ottieni quando raggiungi certi obbiettivi, come premio aziendale.

Secondo, che cos’è l’autoconsumo?

L’autoship, chiamato a volte programma di riordino automatico, o programma convenienza, è una sorta di abbonamento mensile o trimestrale o annuale, destinato ai clienti fidelizzati.

Per estensione, è anche il riordino automatico mensile a carico dei propri distributori, che viene reso di solito molto appetibile grazie a un risparmio del 20%-40%, a seconda dell’azienda. Che in questo caso assume il nome di “autoconsumo“.

L’autoconsumo è un contratto tra l’azienda e i propri distributori, che permette loro di acquistare con uno sconto riservato, le confezioni mensili dei prodotti più venduti dall’azienda con cui collaborano, mese dopo mese.

Quello che in aziende tradizionali verrebbe definito come uno “sconto dipendenti”, in sostanza.

Il primo problema è che nel nostro settore, questi prodotti, destinati all’autoconsumo, vengono generalmente rivenduti ai clienti o a soggetti terzi, e permettono al distributore quindi di ottenere un maggior guadagno rispetto a quello che otterrebbero se il cliente acquistasse direttamente dall’azienda, ma senza una pezza d’appoggio legale, come una ricevuta o una fattura, con le conseguenze del caso.

Il secondo, lo vedremo fra poco. Quindi, torniamo alla domanda:

L’autoconsumo nel network marketing è illegale o no?

Se è vero che l’art. 4 comma 4 della legge 173 del 2005, che è la legge che regolamenta la vendita diretta e quindi il network marketing, afferma in particolare:

“Nei confronti dell’incaricato alla vendita diretta a domicilio non può essere stabilito alcun obbligo di acquisto:

di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o distribuiti dall’impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da dimostrazione strumentali alla sua attività che per tipologia e quantità sono assimilabili ad un campionario.”

E’ anche vero che, come si può apprendere leggendo altre parti della legge, questo “obbligo di acquisto” si riferisce SOLO E SOLTANTO alle commissioni DIRETTE. Ovvero, alle commissioni derivanti dalla TUA vendita diretta.

L’azienda per la stessa legge citata, è anche tenuta ad OBBLIGARE gli incaricati a produrre un minimo di fatturato PERSONALE, prima di poter rilasciare le commissioni indirette sugli affiliati (downline).

Questo perchè?

Perché se l’azienda pagasse un distributore che non produce almeno un minimo di fatturato personale ogni mese, il guadagno di quest’ultimo deriverebbe esclusivamente dal reclutamento delle sue downline all’infinito. Sarebbe un incentivo a reclutare, reclutare, reclutare, senza mai vendere una cippa.

Ovvero, senza questa regola, ogni distributore potrebbe limitarsi a vendere a tutti i neo-distributori il kit d’avvio e starsene in panciolle mentre i suoi fanno lo stesso, per guadagnare le commissioni.

Cosa che è esplicitamente vietata dall’articolo 5 della stessa legge:

1. Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacita’ di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.

Il fatto che questo fatturato personale sia ottenuto da prodotti consumati personalmente non è contro la legge.

È un’escamotage che usano i networker meno bravi a vendere, per fare quel minimo di fatturato utile a ottenere i bonus dai propri reclutati.

Sarebbe invece contro la legge se l’azienda imponesse al venditore il consumo, o gli impedisse di rivendere questi prodotti.

L’autoconsumo non è illegale, è illegale l’obbligo di autoconsumo, che sia imposto dal tuo sponsor o dalla tua azienda.

C’è anche chi sceglie di utilizzare come acquirente un “prestanome” (spesso un parente o un conoscente) risarcendogli poi il denaro speso di tasca propria.

Questa è una pratica non permessa dalle aziende, proprio perché illegale. Ma è una scelta ESCLUSIVA del distributore.

  • Se non percepisci le commissioni dirette, quelle sulla tua vendita, PERCHÉ non autoconsumi o non raggiungi un minimo di fatturato, ti stanno truffando.
  • Se non percepisci le commissioni indirette, quelle sulle vendite dei distributori nella tua struttura, perché non VENDI un tot mensile (dipende dal piano marketing) allora questo è legale e trasparente.

Fattene una ragione. Se non ci credi o stai per urlare all’eresia, torna a leggere la legge 173, c’è scritto chiaramente e non ho voglia di citartela.

Sta al distributore decidere se produrre il fatturato minimo richiesto tramite clienti reali, o prendere quanto ordinato e sbatterselo allegramente “in faccia” o ficcarselo su per il… naso.

Il fatturato minimo richiesto infatti dalle aziende serie, equivale di solito al costo di una quantità di prodotto tale da poter essere utilizzata come campionario, nella vendita porta a porta.

O ottenibile vendendo un abbonamento mensile ad un solo cliente. Quindi in genere l’azienda ti chiede come requisito per ottenere le provvigioni, di avere un solo cliente fidelizzato.

Il problema sta nel fatto che il distributore non sa vendere, e quindi preferisce autoconsumare il fatturato minimo, perchè non saprebbe a chi venderlo. E non gli viene insegnato come fare.

Quindi l’azienda (o l’upline) seria cosa dice?

“Tu devi garantirmi 100 punti fatturato, se vuoi consumare i miei prodotti sono fatti tuoi, in ogni caso alza il sedere e vai a vendere”.

Ricorda che Aziende come Herbalife, Amway, PM-International, Fm Group, LR Health & Beauty e poche altre non sono bufale o schemi Ponzi, di per sè.

È il metodo imposto dagli sponsor, amanti del netStalking, ai loro distributori novelli, a trasformare il tutto in una grande truffa.

Perché il network marketing è un sistema di commissioni destinato a esperti di marketing e vendita con le palle cubiche, portato avanti al 96% da persone che non sanno nulla di marketing e vendita.

In sintesi.

Non ti può essere imposto l’obbligo di acquistare/vendere un minimo di prodotti ogni mese per ricevere le commissioni dirette, ovvero quelle derivanti dalle tue vendite dirette, mentre è la legge Italiana stessa ad obbligare le aziende a richiedere un fatturato minimo personale ai distributori per godere dei bonus e delle provvigioni indirette, derivanti dalla loro downline, per evitare di incorrere in sanzioni.

Quindi ricorda:

  • L’autoconsumo è legale.
  • L’obbligo di autoconsumo è illegale.
  • È imposto dalla legge richiedere un minimo di fatturato, per accedere alle commissioni indirette.
  • È illegale richiedere un minimo di fatturato per accedere alle commissioni dirette.

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Antonio Russo
 

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